mercoledì 16 novembre 2011

nuova luce


Omaggio all'artista Nathan Fowkes 


fra spine di rovo
a fatica avanzavo
quante cadute non ricordo
cammino sempre ripresi
incespicando ... imprecando
nessun appiglio 
sosteneva la mia mente
satura di fosche ombre
nero manto silenzioso
che il cuore velava
negandomi spiraglio di luce
troppi rovi graffiarono
il mio corpo che dolente
arrancava fra cespugli
di pensieri intrecciati 
eppur qualche ramo 
di verdi foglie ci fu
ad illudermi 
che varco di luce 
lontano non fosse
grata la mano allungai
ma poco dopo
rami di mani ovunque 
cercavano di avvolgere
il mio corpo
ed io dura maschera di pietra 
in viso ... tenera dolcezza
in cuore
strappavo i rampicanti
e a testa alta ricominciavo
il mio cammino ... sola
ma fiera di me stessa
oggi il mio viso
di luce è inondato
nessun rovo mi può graffiare
e ad alcuno debbo dire "grazie"

Elisabetta

5 commenti:

  1. Intenso poema ed immagine superba.

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  2. Arianna :) in effetti le parole scorrevano come acqua ... non riuscivo a trattenerle:)
    grazie per la tua visita :)
    a presto ... elisabetta

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  3. quando tutto passa ,la ricordi come un brutto sogno ..la vita sorride
    brava dolce Eli

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  4. Ciao Eli, ammiro la forza del tuo messaggio, metto qui versi di una canzone che di certo riconosci: "Quanti miracoli, disegni e ispirazioni... E poi la sofferenza che ti rende cieco, nella cadute c'è il perchè della Sua Assenza, le nuvole non possono annientare il Sole"... Si, la tenerezza può affacciarsi dopo la sofferenza e sostenere il cammino, quello nostro che sempre rimane aperto.

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  5. Ciao Elisabetta!!!!! Sempre bellissimi i tuoi versi e le tue immagini!!!! Un bacio..

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